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IL LABORATORIO DI SCRITTURA

COME PROGETTO COOPERATIVO ON-LINE

 

 

Premessa

Nella jungla dei Laboratori di scrittura on-line vigono le stesse caratteristiche delle sitografie: un numero imprecisato di bluff  per sprovveduti, dove si impara pochissimo a scrivere, moltissimo ad alimentare vane speranze, qualche volta a stupire con effetti speciali. Si lascia credere al malcapitato allievo che per scrivere basta avere delle idee. I laboratori seri (pochi) sono a pagamento.

Ad ogni modo, dalla semplice ricerca sul web emerge che scrivere e sviluppare, scrivendo, la propria creatività è spesso un bisogno, piuttosto che un sogno. Scrittura come autoanalisi, come controllo, come semplice divertimento, come hobby, ma comunque scrittura.

 

La funzione della scuola

E' evidente che la scuola potrebbe fare molto, cavalcando questo trend: un laboratorio di  scrittura è una risorsa impareggiabile per l’insegnamento della lingua e della letteratura italiana. L’utilità degli esercizi che andremo a proporre non investe soltanto lo sviluppo (o l’acquisizione) delle competenze strettamente linguistiche nei ragazzi, ma anche l’abitudine all’osservazione del testo scritto, al riconoscimento degli stili e dei toni della scrittura, al concetto di registro linguistico, al giudizio critico su testi letterari o non letterari. Mira,  insomma, a quella che un tempo si chiamava “lettura consapevole”. Il bieco tecnicismo con cui insegniamo in classe le tipologie di scrittura (giornalistica, saggistica, argomentativa ecc.) per abituare i ragazzi a sostenere la prima prova dell'Esame di Stato (Tipologia A, B, C) potrebbe essere eclissato da una serie di corsi di scrittura creativa, con i quali si potrebbero educare gli allievi non al meccanico distinguo delle tecniche, bensì ad un'unica capacità: "sentire" il tono, lo stile, di brano d'autore, inserirvisi, riscriverlo. Si capisce bene il trucco: dietro all'imparare a scrivere c'è sempre e solo l'imparare a leggere.

 La scuola pubblica, dunque, piuttosto che abbandonare gli allievi a sedicenti scuole virtuali, può fare molto sul fronte della scrittura-lettura, anche contando sull’ascendente che un insegnante può esercitare sugli allievi, sulla sua reperibilità in caso di bisogno, su un regime ”misto” di presenza e distanza.

 

Destinatari e ambiente

Circoscriviamo ora il target e delineiamo le caratteristiche del progetto:

Ø Destinatari sono gli alunni del Triennio di Scuola Secondaria Superiore

Ø    Obiettivo primo è l’acquisizione di tecniche specifiche di scrittura narrativa

Ø      Gli strumenti saranno:

§    Formazione di una classe virtuale di studenti, trasversale all’intero istituto

§         Max 20 allievi a classe virtuale

§    Aggregazione spontanea degli iscritti intorno al nucleo di interesse proposto (la scrittura)

§         Utilizzo di tutti i groupware necessari (Cfr. Modulo 2, passim).

 

La classe virtuale, lavorando su un nucleo di interesse comune, partecipa ad un progetto “aggiuntivo” e “facoltativo” rispetto al normale curricolo. Questo, che apparentemente potrebbe essere un limite, legandosi ai caratteri della vecchia “scuola dei progetti”, in realtà è l’unica strada percorribile, data la particolarità di questa attività didattica. Una classe già costituita dovrebbe essere obbligata a frequentare il corso dall’insegnante di Lettere. Ma il verbo scrivere e il verbo leggere, com’è noto, non sopportano l’imperativo.

 

Il valore aggiunto dalle TIC alla didattica della scrittura

Chi ha già tenuto un Laboratorio di scrittura nella propria scuola conosce i problemi ad esso connessi: orari, coincidenza con i corsi di recupero, necessità della compresenza continua del gruppo-classe, giustificazione per i “compiti del giorno dopo”. I docenti, conciliate tutte queste variabili, devono inoltre essere dotati di un certo carisma, dimostrare di saper fare sempre alla perfezione ciò che chiedono agli allievi, sottostare alla marginalità di questo faticoso progetto rispetto al sacrosanto curricolo.  Il laboratorio on-line consente di superare tutti questi ostacoli, di garantire ai docenti il loro legittimo ruolo di guide ai percorsi formativi e non di guru della conoscenza, di riguadagnare alunni svantaggiati o emarginati, sia in senso materiale (per esempio i pendolari) che psicologico (ragazzi che non si adeguano, per vari motivi, al normale curricolo). Il contributo principale delle TIC è dunque dato qui in termini di: “forme di condivisione”, “visibilità del lavoro svolto”, “velocità degli scambi di idee” (cfr. Modulo 2).

Anche il lavoro del docente dovrebbe essere migliore: la correzione dei testi  “frontale” è egualmente efficace rispetto a quella on-line sincronica solo se si dispone di una lavagna luminosa e di lucidi da sovrapporre. E il lavoro preparatorio dei lucidi, per l’insegnante, è decisamente più faticoso (stampa, fotocopia dei testi su lucido, sovrapposizione di lucidi con le correzioni, correzioni con colori diversi per errori diversi ecc). Inoltre il ragazzo sarà più attento alle correzioni on line del proprio racconto. Anche se probabilmente lo sarà di meno a quelle dei racconti altrui.

Gli strumenti necessari saranno, prevalentemente, la bacheca elettronica, il web forum, la chat. Chiunque abbia tenuto un laboratorio di scrittura sa che i ragazzi fremono dal desiderio di “farsi leggere”, non appena hanno scritto. Questo fattore-entusiasmo può essere esaltato dai lavori in sincronia. Il valore più importante, dunque, è quello della comunicazione veloce a distanza (compiti a casa, esercizi cosiddetti scaldapenna ecc.) e quello della pubblicazione finale dei lavori (vetrina). Con votazioni, ovviamente, on-line, forme di coinvolgimento della scuola e dell’extra-scuola, adozione di formule tipo “mini-premio letterario”.

 

I precedenti

Stando alla nostra personale esperienza la scrittura affascina i ragazzi di questa fascia di età scolare in modo sorprendente: le attitudini comprensibilmente e giustamente narcisistiche dell’età evolutiva, il desiderio di vedere la “propria” pagina scritta, il sogno di essere scrittori o giornalisti costituiscono una motivazione davvero impagabile che elimina da questi laboratori (anche on-line) qualsiasi rischio di calo di entusiasmo. I ragazzi realizzano lavori che, al di là della valutazione “oggettiva” dei risultati, dimostrano acquisizioni consistenti di abilità relative. La loro fantasia, non ancora imbrigliata negli schemi di linguaggi troppo tecnici, né inibita dalla paura del giudizio altrui, né annichilita dalla conoscenza dei mostri sacri delle letterature di tutti i tempi, li porta ad esprimersi con libertà, semplicità e originalità. La scoperta dei “trucchi del mestiere”, dunque, consente loro di scrivere in modo addirittura vulcanico.

           Dalle esperienze sul campo condotte in precedenza ci sembrano necessarie due condizioni:

 

1)     l’imprescindibilità delle lezioni frontali: a nostro avviso essenziali, sia per la maggiore efficacia comunicativa, data la fascia di età degli studenti con i quali si lavora (in età scolare è sempre e comunque fondamentale la comunicazione diretta), sia per la particolare natura di un laboratorio di scrittura, che richiede un feed-back immediato dopo la spiegazione e spesso chiarimenti necessariamente verbali. Anche il problema del “tono vocale” della lettura dei pezzi che l’insegnante deve rimarcare, richiede attività in presenza.

 

2) la gratificazione del lavoro individuale attraverso una precisa identificazione dell’aspirante scrittore con ciò che egli stesso ha scritto. L’errore grossolano che si compie effettuando queste attività è quello di togliere ai ragazzi il motore concreto alla partecipazione, eliminando il contatto stretto con la loro creazione (più o meno artistica, non importa), in una sorta di “alienazione” dal proprio lavoro nel momento in cui esso viene fatto passare “di mano in mano” da uno studente all’altro, da una scuola all’altra. Questo, spacciato per lavoro cooperativo, in realtà non è che un  collage (niente in contrario al collage, ma solo nel caso in cui sia posto come obiettivo, come esercizio). A lavoro concluso i ragazzi non guarderanno orgogliosi il magnifico (sic!) prodotto. Ognuno si affannerà a ricercare la propria tesserina. Il mito del mattoncino nel grande muro non inganna più nessuno. E la scuola deve lavorare in direzione della valorizzazione delle personalità. I lavori cooperativi on-line che spersonalizzano il prodotto finito falliscono inevitabilmente e comportano un’altissima mortalità.

 

Gli esempi

 

Date queste condizioni, è possibile effettuare numerosi esempi concreti.

Avviato il corso, poste le premesse teoriche di riferimento, conosciuti i ragazzi che si sono iscritti al corso attraverso una rapida identificazione dei loro giusti letterari, dei libri preferiti ecc., si potrebbe procedere secondo lo schema:

 

ü      lezione teorica (frontale)

ü      feed-back attraverso esercizi “a caldo” (frontale)

ü      assegnazione di esercizi per casa

ü      esecuzione degli esercizi on-line, in presenza dell’insegnante

ü      esecuzione degli esercizi on-line senza insegnante (solo i ragazzi)

ü      redazione definitiva del compito (individuale)

ü      pubblicazione on-line dei singoli lavori.

 

 La cooperazione può avvenire solo attraverso gli esercizi e non per la stesura dei racconti “completi”.

 

Portiamo ora qualche esempio di lavoro cooperativo on-line per lo svolgimento degli esercizi, raccomandando di scegliere all’interno di queste proposte al massimo due o tre esercizi (Tempo: 3 settimane). Tempi più lunghi non sono sopportabili né per gli studenti, né per gli insegnanti. Magari si può programmare di ripetere il corso a scadenza bimestrale, con argomenti ed esercizi nuovi. Gli esercizi proposti prevedono anche ipotesi di collaborazione interdisciplinare per la realizzazione di un ipertesto.

 

ESERCIZIO 1

Stendere la scaletta. Il brogliaccio di un racconto viene scritto “in vetrina”, dunque ognuno potrà liberamente sfruttare le idee avute da altri.

 

ESERCIZIO 2

Scegliere una soluzione ad una situazione “ingarbugliata”. Ogni studente proporrà la propria soluzione per sciogliere il problema. Confrontandosi, gli studenti troveranno spinta e impulso allo sviluppo di soluzioni “altre” da quelle scontate. Si può intervenire più volte, correggersi e commentare le scelte degli altri. L’insegnante garantirà la correttezza di tutte queste operazioni.

 

 

ESERCIZIO 3

Inventare un personaggio. Gli allievi tracciano un identikit, che potrà essere commentato dai compagni di classe. L’aspirante scrittore potrà verificare l’effetto delle sue scelte su un lettore diverso dall’insegnante e si abituerà al testo descrittivo. I personaggi proposti potrebbero essere votati, o illustrati da altri studenti, e diventare i protagonisti di un racconto.

 

 

 ESERCIZIO 4

Costruire l’ambiente: sempre per restare nel testo descrittivo, si fornisce agli studenti il solito brogliaccio, questa volta provvisto di maggiori dettagli sui personaggi, ma si tratterà di “calare” la trama in un particolare periodo storico. Come si può capire, l’esercizio consentirà una trasversalità di impostazione, nel momento in cui si stabilisce una trama, per esempio, “medievale”, oppure ambientata in una qualsiasi parte di programmi di altre materie, per esempio di storia o di geografia. Sarà così possibile conferire al lavoro un taglio pluridisciplinare.

 

 

ESERCIZIO 5

Ricrea la storia: si può ipotizzare la versione narrativa di qualsiasi argomento svolto in altre materie: una scoperta scientifica, la creazione di un’opera d’arte, la pubblicazione di una legge. Si sollecita la ricostruzione di UN momento particolare legato a quel fatto preciso. L’esercizio consente di scrivere, curando le tecniche, ma anche di approfondire argomenti particolari. Si collabora con gruppi di studenti particolarmente preparati su argomenti specifici, e si fanno loro curare i link di approfondimento. Il risultato sarà un ipertesto finale che conterrà, all’interno del testo narrativo, link su ogni elemento a cui si fa allusione nella narrazione, sia esso storico, scientifico, letterario ecc. Anche questo è un taglio pluridisciplinare.

 

 

 ESERCIZIO 6

Continuare una frase. Si comincia la cura della lingua. L’insegnante scrive un incipit, gli allievi lo continuano liberamente. Ognuno studia le soluzioni dell’altro e impara a “sintonizzarsi” sul tono, lo stile e il registro linguistico dati nell'esercizio. Stesso discorso con gli explicit o con il corpo di un testo.

 

 ESERCIZIO 7

Costruisci il dialogo: L’insegnante inventa due personaggi e propone a due allievi di scrivere le battute di un dialogo. La classe può intervenire sulle battute, correggere, integrare, sottolineare.

 

ESERCIZIO 8

Alter ego: data una trama precisa, anche semplicissima gli studenti dovranno costruire il flusso di coscienza di un personaggio coinvolto: l’esercizio consente di curare un aspetto fondamentale della scrittura (e della lettura), l’immedesimazione, la cosiddetta intelligenza emotiva, il capire le ragioni dell’altro ecc.

 

ESERCIZIO 9

Indovina la fine: si sceglie un racconto breve proposto da uno studente. Tagliato il finale, è aperta la caccia per indovinare il finale scelto dall’autore. L’esercizio aiuta ad individuare criteri importanti della scrittura narrativa, come il concetto di prevededibilità o di improbabilità, più o meno tollerabile per un lettore medio. Variante: si sceglie un testo d’autore, si chiede di scrivere il finale.

 

 

 

Conclusione

 

E’ evidente che la nostra proposta presenta numerosi problemi irrisolti. Come conciliare il progetto con il curricolo? Come valutare il lavoro in ambito disciplinare? Come professionalizzarlo senza tacciarlo del termine “aggiuntivo”? Come potenziare l’aspetto cooperativo delle attività? La proposta, a metà tra il vecchio e il nuovo modello di scuola, potrebbe costituire un efficace cavallo di Troia che conduca in modo quasi impercettibile verso una didattica rinnovata in funzione delle nuove esigenze sociali e culturali.